Piazza Juve

martedì 19 giugno 2012

Prandelli, il nuovo Ranieri. In tre partite uno sbaglio dietro l'altro e una gestione pessima della squadra

E alla fine ci siamo qualificati, mille grazie alla Spagna che gioca in maniera sportiva, non volendo raccogliere l'occasione di buttarci fuori e ridere di noi, cosa che a parti inverse (possiamo scommetterci di tutto) sarebbe successa. Alla fine passiamo il girone ma con più paure che certezze, abbiamo contenuto la Spagna nella prima partita, poi ci siamo fatti mettere sotto per 45 minuti dalla Croazia e ieri per oltre 30 minuti dall'Irlanda. Partivamo con un Prandelli che citava il Barcellona, il calcio della Juventus ultima stagione, e poi ci ritroviamo a giocare a non prenderle.

Questa nazionale manca di campioni, di talenti giovani che potrebbero fare la differenza. Balotelli è un gran bel giocatore, ma se lo si paragona a quelli che da quest'anno non vediamo più in azzurro (Del Piero Totti) dobbiamo ridimensionarlo ampiamente, e non solo per le sue pazzie. Ma per quanto non sia una nazionale piena di top players questa squadra ha elementi di indubbio valore che ci avrebbero potuto permettere di esprimere un calcio sicuramente migliore, sicuramente diverso. L'intuizione avuta nella partita contro la Spagna di imitare il modulo Juve schierando così il maggior numero di bianconeri in campo (giocatori che già si conoscono da un anno, un vantaggio enorme per una nazionale) è stata in larga parte distrutta dalla sua incapacità di vedere le cose come stanno, ovvero che Cassano non regge più di 45 minuti, che Marchisio potrebbe anche essere sostituito con Nocerino dopo che viene fatto correre per se stesso, Pirlo e per il cadavere di Thiago Motta, che quest'ultimo rallenta troppo la manovra dell'Italia e che schierato da esterno, o peggio ancora da trequartista, è una coltellata al cuore di ogni tifoso di calcio. Thiago Motta trequartista significa giocare a non prenderle, schierare uno come lui in quella posizione significa avere paura di una squadra sbilanciata, incapace di supportare tre punte, paura della fase difensiva e di contenimento, paure che sembrano ridicole e del tutto incomprensibili quando il tuo avversario si chiama Irlanda, ed è reduce da 7 goal ricevuti in 2 partite.



Prandelli, come mai prima d'ora, sembra il punto debole di questa squadra. Più che l'allenatore "che avrebbe preso ad esempio il Barcellona" oggi sembra un allenatore che prende ripetizioni da Ranieri, con il suo camaleonte solido fatto di poca fantasia, poca lucidità della manovra, e paura costante dell'avversario.

Adesso ci toccherà giocare con una tra Francia, Inghilterra e Ucraina, molto probabilmente sarà una delle prime due, e finalmente non dovremmo vergognarci di vedere la nazionale, perché se il gioco fin'ora fatto è sembrato del tutto fuori luogo contro Croazia e Irlanda, potrebbe pure avere un senso contro una big d'Europa, e potrebbe pure funzionare. Ma restando sicuramente nei confini dello stereotipo di calcio italiano, un calcio che gioca a difendersi, estremizzando la tattica a discapito della qualità, e puntando su vittorie a margine esiguo per vincere. Ovvero, rieccoci tornare con la nazionale vent'anni indietro.


1 commento:

  1. Hai ragione perfettamente: Prandelli è un bravo ragazzo ma come allenatore con capisce un'acca!
    E' un mediocre sulla falsariga del Trap.

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