Piazza Juve

domenica 29 aprile 2012

Novara 0-4 Juventus: Vucinic si esalta davanti Platini e abbatte ancora i sogni di rimonta rossoneri

La quartultima pratica da sbrigare è stata portata a termine, ne mancano tre e poi si tireranno le somme, e se tutto va come dovrebbe, queste somme avranno come risultato una terza stella da cucire sullo stemma bianconera. La Juventus anche oggi, anche con un problema in attacco, Matri squalificato, Pepe infortunato, Quagliarella non al meglio della forma, si presenta in campo a Novara, di fronte Boniperti e Platini in tribuna, e ne mette in rete quattro. Confermando che la squadra ha voglia di vincere, e non vuole cedere un punto al Milan, che contro un Siena che non aveva più nulla da chiedere ad un campionato finito con una salvezza quasi sicura per i senesi, ne mette anch'esso quattro in rete, ma ricevendone uno e ricevendo le proteste per un rigore non assegnato ai toscani quando la partita era ancora sull'uno a zero per i rossoneri.

La Juventus acquista sicurezza nei propri mezzi anche in attacco, ma conquista l'ennesima dimostrazione di una solidità difensiva come nessuna in Italia e tra le migliori d'Europa. Fase difensiva che regge qualsiasi urto e che regala il trentacinquesimo risultato utile consecutivo, ovvero un record di imbattibilità che si fa sempre più pesante, che si fa sempre più sinonimo di scudetto. Inoltre, finito il periodo nero della "pareggite" i bianconeri da Firenze in poi sono riusciti a conquistare per 8 vittorie consecutive, una striscia ultra positiva che ha permesso il sorpasso su un Milan che sopravvive ancora grazie al ritorno di Cassano e al solito Ibrahimovic.

La partita con il Novara inizia come tutti pensavano, la Juve che domina e il Novara che difende, ma bastano circa 16 minuti per dare a Vucinic l'occasione di portare in vantaggio la squadra bianconera, Pirlo su punizione passa la palla al montenegrino, che spalle alla porta, anche relativamente lontano da essa, con molti difensori addosso e senza guardare la posizione del portiere, colpisce quasi di tacco la palla che si dirige con una parabola sorprendente verso la porta avversaria. Straordinaria azione di Mirko Vucinic, che oggi come in poche altre partite in campionato è sembrato decisivo e risoluto. Ma a stupire oggi ci pensa un altro ex romanista, Marco Borriello, al secondo goal stagionale, secondo con la Juventus, e consecutivo, che di testa spara in porta una palla elegantemente servita da Giaccherini.

Il primo tempo finisce con la Juve che domina e vince, e il secondo inizia ancora meglio, ancora predominio bianconero, poi arriva Vidal, Vucinic e Borriello si scontrano con il portiere che nega loro un altro goal, il cileno di corsa si fionda sul pallone libero e lo scaglia a gonfiare la rete. Ancora in goal, ancora un altro goal per Arturo Vidal, in forma strepitosa nelle ultime partite. Se la partita fosse comunque finita così, nessuno avrebbe potuto dire niente, ma ancora Vucinic voleva la soddisfazione di segnare di fronte Platini, e allora un altra rete per lui, che abbatte ogni possibilità di rimonta dei novaresi. Tre sostituzioni tra il goal di Vucinic e poco dopo, Padoin, De Ceglie e Elia per Marchisio, Vidal e Vucinic, ovvero i tre uomini su cui Conte punta per battere anche il Lecce questo mercoledì. Entra dopo mesi Elia, entra il giocatore più panchinato della stagione bianconera, entra e si sbatte come uno che vuole a tutti i costi dimostrare di non essere un intruso, un co-protagonista nel sogno bianconero. E quasi ci riesce, una buona velocità, e un buon tocco di palla lo portano due volte in 20 minuti a sfiorare il goal, che avrebbe pure meritato per quanto mostrato.

In definitiva partita chiusa già dal 20esimo minuto, grazie ad un attacco che oggi come mai in stagione è sembrato determinante e superiore a tutti. Vucinic migliore della partita, si conquista sicuramente il titolo di "anti-Ibrahimovic", visto che risponde con la sua doppietta a quella del giocatore svedese contro il Siena. E si conquista anche la possibilità di cucirsi personalmente sulla maglia il suo primo scudetto in Italia e da protagonista (nel bene e nel male) assoluto


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