Piazza Juve

lunedì 30 aprile 2012

La Juventus dei Record e del Sogno, e il calciomercato di lusso per un prossimo Sogno europeo

Una stagione da incorniciare, una stagione che se continua come deve entra di diritto nella storia. Anche se già nella storia un pochino ci siamo, per quel record di imbattibilità che Conte e i suoi hanno firmato, superando quello di Fabio Capello del 1991/1992, e la possibilità di prolungarlo ancora e di arrivare a coniugarlo con una vittoria in campionato, e magari pure una doppietta con la Coppa Italia, sembra quasi un risarcimento per due anni di pene e sofferenze dei tifosi.

Da Settembre ad oggi alla Juve è cambiato tutto, è cambiato lo spirito, il morale, sono cambiate le aspettative e il futuro appare come mai ottimo. Dall'inaugurazione dello stadio di proprietà con il Notts County, ai cinque goal contro il Parma, alle vittorie contro Milan, Inter, Napoli, Roma, Lazio fino al periodo nero della "pareggite" superato dai cinque goal alla Fiorentina, la squadra ha stravolto in maniera quasi totale l'idea del calcio in Italia.

L'idea di una squadra che vincesse in Italia, dominando sul campo sempre, affidandosi alla forza del gruppo e non alle giocate dei singoli (leggi: Ibrahimovic), l'idea di una squadra che sapesse proporre una fase offensiva sempre pericolosa e costante, ma senza cedere nulla in quella difensiva, erano idee che fino a qualche mese fa venivano bollate come irrealizzabili. Il modello da seguire, della stagione scorsa, era diventato il Napoli, una squadra che basa la sua forza più sui contropiedi che sulla gestione della palla, che si fa forza più delle sue singolarità che del gruppo intero. Ma c'era anche il Milan, che vinceva con il classico modulo palla-a-ibra-e-speriamo-che-segni di manciniana memoria. E poi l'Inter che neanche con Mourinho nell'anno del "triplete" riuscì a imporsi in campionato come questa Juventus.

Questa squadra ha dimostrato, grazie al migliore allenatore oggi in Italia, e forse tra i migliori in Europa, Antonio Conte, che c'è una idea di calcio differente. E in virtù di queste considerazioni che prima ancora che finisca la stagione in corso la dirigenza deve porsi il problema di cosa voler fare la prossima. Questa squadra con pochi e miratissimi innesti potrebbe addirittura diventare competitiva in Europa, con pochi e importantissimi uomini potrebbe ritornare a rivivere i fasti vissuti qualche anno prima dell'inizio del decennio scorso, e potrebbe anche farlo approfittando della crisi del calcio europeo. Inutile nascondere che le squadre inglesi hanno perso gran parte del loro stra-potere, United e Chelsea hanno avuto un netto ridimensionamento, e il City non riesce a prendere ancora l'eredità del Liverpool in Europa. Il Barcellona probabilmente deve cominciare a fare i conti con l'umanità dei suoi uomini, vincere sempre era impossibile, ancora più se poi i tuoi uomini chiave cominciano anch'essi a invecchiare, e se spendi una fortuna per rinforzare sempre il solito reparto offensivo tralasciando quello difensivo e anche quello mediano (che Fabregas a parte vive dei "vecchi" e dei primavera). Il Real Madrid ha dimostrato di essere una mera somma di individualità che non sanno giocare a calcio insieme, il prossimo anno potrebbero crescere ancora, ma è anche vero che i primi scricchioli di un gruppo assemblato per vincere e ancora all'asciutto in Europa si cominciano a sentire (Mourinho che viene fischiato dai tifosi, mugugni dei vari Ozil, Higuain, Benzema che si alternano nel chiedere maggior minutaggio e considerazione). Solo il Bayern Monaco ha dimostrato di aver assemblato un ottima macchina capace di giocare e vincere, anche se il valore di questo Bayern non è paragonabile a quello del Barcellona e dello United di qualche stagione fa.

Diventa allora impossibile da evitare il sogno di una vittoria in Europa, se la dirigenza ci credesse veramente, con un grande attaccante, due centrocampisti di riserva, e un centrale di difesa per cementificare il reparto difensivo, questa squadra il prossimo anno potrebbe dettare legge anche nei campi internazionali.

Il ritorno di Giovinco sembra più scontato, a Conte piace, alla dirigenza piace la possibilità di spendere poco, e ai tifosi il ritorno della formica sarebbe ben gradito. Un miglioramento sicuro del reparto offensivo il ritorno di Sebastian Giovinco, ma non può essere lui a spostare gli equilibri. Un suo ritorno come alternativa sull'altra fascia a Vucinic, o come alternativa di ruolo allo stesso montenegrino, potrebbe essere un ottimo affare. Ma bisogna andare a caccia di una punta di livello europeo, e qui i nomi sono pochi e tutti costosi, Suarez, Benzema, Jovetic sono il top nel ruolo, almeno sono gli unici su cui si può ragionare nel prossimo mercato, tutti giocatori dotati di ottimo senso del goal e di eccellente tecnica, fondamentale per il modo di giocare della Juve di Conte.

A centrocampo sembra evidente che oltre i tre titolari servono almeno due giocatori che non siano semplici supplenti. Il primo ricercato bianconero è Verrati, un investimento sul futuro, il vice Pirlo che potrebbe passare da riserva a titolare quando il bresciano andrà in pensione. Ma un secondo nome serve per forza, e se quelli di Nainggolan e Asamova sono sempre presenti sui taccuini bianconeri, non bisogna sottovalutare la portata che l'addio di Guardiola avrà sul mercato catalano, diventa infatti probabile preda sportiva Javier Mascherano, che al Barcellona ha praticamente giocato più da difensore che da centrocampista, e che alla Juve come primissima riserva di lusso sarebbe più che gradita. Il suo prezzo non è neanche distante da quello degli altri due giocatori osservati, vista l'età che avanza sopratutto.

In difesa sfumato Nesta a parametro zero, resta la necessità di un altro centrale. Ziegler ancora di nostra proprietà verrà probabilmente ceduto, se i problemi con Conte non saranno sorpassati, Chiellini come alternativa a sinistra ha senso solo se un nuovo centrale viene aggiunto, e qui il nome su cui si insiste di più è Vidic, un colpo alla Pirlo, un ottimo giocatore che viene da stagioni non ottime e con l'età che avanza, ma pronto per dare subito il massimo in stagione e in campionato, risollevando di molto il livello del reparto arretrato.

Restano poi le occasioni, ovvero i Torres, Xabi Alonso, Ozil, Afellay e così via, oltre a quei nomi una volta in auge, ma da qualche tempo troppo lontani dai media europei per essere riproposti, come Criscito e Dzudzak.


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