Piazza Juve

domenica 1 aprile 2012

Contro il Napoli occasione d'oro, con il Milan impegnato a lamentarsi con gli arbitri in attesa del massacro al Camp Nou

Alla fine le attese della vigilia si sono rivelate reali, come contro l'Inter di Mourinho nell'anno del triplete, anche al Milan di Allegri la partita con il Catania nel mezzo degli scontri europei con il Barcellona potrebbe costare un campionato. Allora la Roma si lasciò sfuggire l'occasione di portarsi in vantaggio sui milanesi nerazzurri, stasera la Juventus ha la possibilità di portarsi a meno due. Non si tratta di sorpasso, ma della possibilità di riaccendere i giochi si (delle lamentele milaniste scrivo qualcosa alla fine)

Il Napoli si presenterà a Torino con i cosi detti "tre tenori", nomignolo al quanto stucchevole che la stampa ha dato a Lavezzi, Cavani e Hamsik, come se gli Inler, Cannavaro o Maggio fossero giocatori di contorno e non membri fondamentali del modulo di Mazzarri. Continui in questa settimana anche gli accostamenti tra Mazzarri e Conte, come se ai giornalisti sportivi non avessero mai fatto vedere una partita delle due squadre. Senza voler scomodare i numerini del modulo sarebbe bastato vedere una qualsiasi partita di livello per capire che le due squadre giocano anche differentemente, la squadra napoletana gioca di velocità e contrattacchi, è molto cinica e basa il suo potenziale sui contropiedi, che se finalizzati si dai tre "tenori" sono in larga parte frutto delle capacità dei compagni di fare rapide accelerazioni e giocate intelligenti. La squadra bianconera è forse quanto di più diverso si possa pensare da questo modulo, nonostante la velocità sia imprescindibile per il gioco contiano, la squadra juventina si affida decisamente di più al possesso palla grazie al gioco ragionato di Pirlo, e sono pochi i contropiedi di successo, nonostante le capacità di corsa di Pepe e dei centrocampisti Marchisio e Vidal, la scarsa affidabilità balistica dei nostri attaccanti ha fin'ora reso evidente come solo nelle azioni giocate e ragionate siamo veramente pericolosi.

La partita si giocherà in casa, con la squadra bianconera che già conosce quali siano le insidie dei partenopei, che al S.Paolo sul due a zero sembravano sicuri di vittoria. Poi una volta convinti gli abbiamo riportati sul risultato di pareggio e abbiamo sfiorato la vittoria, adesso servirà una prestazione come quella del secondo tempo dello scontro d'andata. Con il pressing su Lavezzi e con un modulo fitto a centrocampo ad asfissiare i loro giocatori e portarsi in superiorità numerica nel mezzo (forse uno dei pochi casi in cui il 3-5-2 è effettivamente il migliore) batterli non è impossibile, ma operazione alla portata della squadra di Conte. Ovviamente anche il risultato opposto non sarebbe una sorpresa, Lavezzi è il tipo di giocatore che i nostri difensori non digeriscono benissimo, e Cavani se in giornata può dar fastidio a Buffon.



Come accennato nelle prime righe, su quanto successo ieri al Milan e delle loro lamentele non voglio perdere l'occasione di scrivere. Ieri nella partita con il Catania il Milan ha avuto due situazioni di fuorigioco fischiate "senza giusta causa" e un goal non goal che nel dubbio non è stato convalidato (e anche se le lamentele dei milanisti sono rumorose, quel goal anche con il replay non viene dato per certo da nessuno). Prima di questo però ai catanesi è stato negato un goal per fuorigioco, fuorigioco che c'era ma che in molti hanno capito essere reale solo grazie all'attenta analisi del replay. Molto più semplice pensare che la terna arbitrale avesse fischiato pensando al fuorigioco dell'attaccante che non c'era, che a quello di Gomez (che fa l'assist) che era millimetrico è complicato da vedere. Sorprendente la reazione a fine partita, urla e strepiti da parte di Allegri, che quasi quasi voleva giustificare una prestazione in cui il Catania per larghi tratti è sembrato il Barcellona. Per quasi 15 minuti del secondo tempo il Milan è stato totalmente assente, e non è un caso che la maggior parte delle occasioni da goal più nitide siano attribuibili agli etnei. Anche sul finale a far paura non erano i milanisti, che con un modulo del tipo "all'arrembaggio" si sono visti gli attaccanti rossoazzurri entrare in zona goal e tirare sul 93esimo. Fa anche scalpore la dichiarazione di Allegri, che ha il coraggio di recriminare, parla di goal "fantasma" che solo ai rossoneri non vengono convalidati. Bah, faranno il paio con gli 8 rigori gentilmente concessi? Ci ricordiamo tutti della partita contro la Roma? Heinze viene steso a terra, ma l'arbitro non vede, ma neanche un secondo mani di De Rossi, beh, quello diventa subito rigore. E la partita finisce in vittoria. Oppure vogliamo parlare di Bologna? E per non citare il rigore generosamente concesso a Parma, dove Ibrahimovic partendo in fuorigioco fa partire Emanuelson che si procura il rigore, e poi ci sarebbe anche la partita con l'Atalanta.

Facile per Allegri fare quello che ha "stile" quando gli arbitri si tolgono il cappello di fronte il loro presidente e la sua ciurma, facile fare il gentle-man quando la tua inseguitrice non riceve rigori a favore neanche se i difensori avversari sparano con un revolver sui nostri attaccanti. Facile fingersi signori quando a soli quattro punti di vantaggio si ha anche 7 rigori in più dell'inseguitrice. Il Milan alla fine vincerà lo scudetto, leviamoci dalla mente questa possibilità, se anche vincessimo oggi, e se anche il Milan dovesse cadere (magari contro l'Inter) è surreale pensare che una squadra che ne pareggia quattro di fila possa vincerle tutte. L'unica speranza resta legata al loro proseguo in Champion's League, dove non dovrebbero venire presi a cannonate dai catalani, che già a S.Siro potevano recriminare un rigore esagerato non dato su Sanchez, uno sul finale su Messi stritolato in area da due rossoneri, e un dubbio fuorigioco nel primo tempo. Ma strano che Allegri non si sia indignato per gli errori arbitrali a favore ricevuti in questa situazione, no?

Non è che il nervosismo di uno degli allenatori più sopravvalutati degli ultimi anni sia dovuto al fatto che, in assenza di risultati, la sua panchina potrebbe tremare non poco? Ricordiamo che tra gli allenatori che fanno gola da anni anche ai rossoneri c'è un certo signor Spalletti, che dopo quasi due anni in Russia potrebbe decidere di tornare in Italia.


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