Piazza Juve

lunedì 19 marzo 2012

Ciro Immobile, primavera Juve, in Serie B una stagione da fenomeno.

Quando si parla di giovani si fanno sempre mille nomi di sud americani o gente dal nome impronunciabile dell'est europa, i giovani italiani vivono invece una situazione di indifferenza generale nei loro confronti che sembra spesso dovuta ad una esterofilia cronica dei nostri ds. Forse solo Sabatini ha momentaneamente spento i riflettori sul sud america per puntarli su un giovanissimo Borini nuovo idolo di Roma con l'azzurro cucito già addosso, ma tolto il giovane giallorosso e i due italiani con discendenza straniera El Shaarawy e Balotelli, sembrerebbe che in Italia i giovani calciatori di talento siano praticamente inesistenti.

Ma fa specie, se si considerano i numeri, e se si considera che il giocatore era proprio un bianconero (Adesso in comproprietà con il Genoa) vedere che uno come Ciro Immobile, 21 reti in 27 presenze in Serie B, non sia praticamente quasi mai preso in considerazione per la prossima stagione, per il prossimo mercato. Nessuno sta ovviamente parlando di lui come nuovo titolare, anche se ogni tanto rischiare fa bene (e i "rischi" per esigenze di rosa fatti su Marchisio e De Ceglie stanno molto ben ripagando ultimamente), ma un ruolo di riserva in una rosa che conta attaccanti che non segnano o riserve ultra pagate per non toccare mai il campo, non sarebbe blasfemia. Se la logica della dirigenza sia quella di valorizzare il giocatore in Serie A con la dovuta esperienza in una squadra medio-grande, prima di riportarlo in squadra, sembra però un azzardo senza grandi premesse logiche la sua cessione in comproprietà per soli 4 milioni ad una squadra come il Genoa, che quando si tratta di cedere non perde mai l'occasione di monetizzare al limite dell'usura.

Nonostante sul giocatore permangano i dubbi che i suoi goal siano anche frutto della grande organizzazione di gioco offensiva di Zeman (suo allenatore al Pescara) e che in Serie B le difese non siano rocciose come quelle della serie maggiore, resta indubbiamente una sottovalutazione dare un valore di soli 8 milioni ad un giocatore di 22 anni capace di terminare da assoluto protagonista la sua prima stagione da titolare in una squadra, trascinandola a suon di goal in una posizione di classifica che ben pochi pronosticavano qualche mese fa.

Se infatti manterrà le aspettative che in molti ora nutrono su di lui anche in Serie A, con il Genoa, anche solo segnando la metà delle reti attualmente fatte, il suo cartellino molto probabilmente si troverà a crescere in maniera rapida di valore verso quota 15-16 milioni, la stessa scucita per Matri e Quagliarella, o diventare incredibilmente costoso qual'ora il giocatore decida di farsi rimpiangere alla grande a Torino, mettendo a segno quelle 15-16 reti che permetterebbero a Preziosi di cominciare a sognare plus valenze incredibili.

Sembra si stia ripetendo la stessa storia di Giovinco con il Parma, dove per valorizzare il giocatore si è scelto di cederlo ad un prezzo assolutamente ridicolo di circa 2-3 milioni per la comproprietà (ridicolo soprattutto se rapportato ai 12 spesi per Martinez e ai 10 di Poulsen, o anche ai 5 di Padoin), e che dopo un paio di stagioni giocate bene ha già più che raddoppiato la sua valutazione.


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