Piazza Juve

sabato 10 dicembre 2011

Roma - Juventus di Lunedì, Conte primo in classica e Luis Enrique all'ultima spiaggia.

Entrambe le società questa stagione si presentavano ai box profondamente rifondante, da un lato la Juventus, con un nuovo allenatore con esperienza quasi zero da mister in Serie A, con tanti acquisti e un modulo profondamente diverso dal precedente, e dall'altro la Roma, società pronta a programmare un suo personale piano di rilancio affidandosi alle mani dell'ex tecnico del Barcellona B, tale Luis Enrique.

Le critiche piovevano per entrambi i progetti, ma mentre quello bianconero veniva visto come un progetto senza molto futuro, a Roma tutti scommettevano sulle giovani scommesse sud americane, e sul suo tecnico che avrebbe importato in Italia il gioco dei catalani.

Lunedì, alle 20.45 andrà in scena all'Olimpico Roma vs Juventus, ma nonostante la recente ristrutturazione comune, la Juventus si presenta da prima in classifica, con un 11 titolare ben definito, il miglior gioco d'Italia e con una imbattibilità che è arrivata a 14 giornate. La Roma si presenta invece con le ossa rotte da due sconfitte consecutive e con i cerotti, già Luis Enrique ha dimostrato di non essere l'erede di Mourinho che la società capitolina sperava, avendo cambiato ben 15 formazioni in 15 partite, e di non essere stato capace di far della Roma un gruppo competitivo, ma a questo si può aggiungere la situazione di totale emergenza con cui i romani si vedranno costretti a scendere in campo, ben tre espulsi salteranno la gara di Lunedì, e sono Juan, Gago e Bojan, a cui si aggiungono gli infortunati Cassetti, Pizzaro, Burdisso e Kjaer. Una Roma con gli uomini meno che contati e in una situazione di crisi da risultati insomma.

Conte dovrà invece gestire la sola assenza di Vucinic per infortunio, ma al suo posto Del Piero e Giaccherini potrebbero trovare un posto da titolare tentanto di non far rimpiangere il montenegrino.

Se Conte dovesse riuscire a portare a casa i tre punti significherebbe arrivare a 32 punti, già oggi il nostro punteggio è il migliore dai tempi di Capello, e uguale a quello di Lippi del '97-'98, incrementarlo sarebbe un ulteriore prova che la squadra può ambire ad alti traguardi in questa stagione. Luis Enrique invece ha già il posto che trema, nonostante la fiducia dell'ambiente, se dovesse perdere per la terza volta consecutiva il suo posto sarebbe seriamente messo in discussione dagli stessi dirigenti.


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