Piazza Juve

lunedì 7 marzo 2011

Si ricomincia di nuovo. Un altra rivoluzione, un nuovo tecnico, 4 nuovi giocatori e le cessioni eccellenti di Chiellini e Buffon

Ora che il fallimento è plateale, ora che si sa che fine farà Delneri e ora che anche Marotta sa che il suo posto vacillante lo conserva solo con i risultati e con i campioni, forse si inizia davvero. Questa stagione doveva iniziare sotto l'insegna della programmazione, un tecnico esperto di calcio, una rosa senza grossi nomi ma capace di fare gruppo e risultati utili a sufficienza, e una voglia di rinascita (data anche dall'arrivo di Agnelli) che sembrava far figurare bene il quadro generale.


Alla fine invece si ritorna a parlare di crisi, di problemi, di Juventus che non sembra più la stessa squadra del decennio scorso, di una società smarrita, e una squadra che ne perde 5 su 7. C'è bisogno di chiedersi se la colpa sia del tecnico o dei giocatori, ma è sempre più facile buttare la croce sul primo che sui secondi.
Alla fine però Delneri ha dato mostra di saper gestire la squadra fino a dicembre circa, poi però ha perso la bussola, la sua idea tattica di 4-4-2 (anche se elastico) si è scontrata con l'assenza di un esterno sinistro, di una seconda punta che sostituiva Quagliarella e con l'involuzione di Aquilani e Krasic. Non è esente da responsabilità, anche se a modesto parere, ad eccezione di Deschamps, l'attuale è il miglior tecnico dal post 2006. Ma per ritornare grandi serve una rifondazione seria, se l'anno scorso è stato quello delle basi, non si può fare a meno di continuare questo, con quei 4 giocatori che mancano a questa squadra, e pensando già al prossimo nome di tecnico a cui affidare il tutto.

Il Corriere dello Sport rilancia l'ipotesi Spalletti, i contatti sarebbero già stati avviati, ma non si esclude un rifiuto del tecnico toscano di passare in bianconero, considerando che in Russia gli si danno i giocatori che vuole, ed ha la possibilità ancora di giocarsi la Europa League con il suo Zenit. Rimangono defilate le piste Boas e Capello, ovvero il nuovo Mourinho, e il vecchio tecnico della gestione Moggi. La società starebbe prendendo sul serio anche le ipotesi Van Gaal, l'allenatore di maggiore esperienza e carisma sul mercato, a cui possiamo puntare, e Vialli/Nedved.


Nonostante il dubbio sul prossimo tecnico, la società va avanti con i nomi che comunque dovranno arrivare la prossima estate, ovvero quelli dei due terzini.
I più cercati sono Bastos, che terzino puro non lo è però, e Beck. Per entrambi si può immaginare un impegno economico tra i 25 e i 30 milioni, ma che porterebbe le fasce difensive a livelli finalmente da big.
Ma non solo difesa, anche il centrocampo rimane sotto osservazione, il futuro di Melo è molto in bilico, se il Barcellona dovesse accettare l'offerta della Juventus per Mascherano (17 milioni), allora Melo andrebbe ad accasarsi all'Arsenal di Wenger per una cifra attorno ai 15. Ancora in bilico Aquilani, si propende per l'acquisto, ma 16 milioni sono un salasso. Sicuro di restare Marchisio, sicuro di partire Sissoko. Sul maliano la possibilità è quella di uno scambio con Ledesma della Lazio, in caso la squadra di Lotito arrivi in Champion's League. Un altro nome è quello dell'esterno sinistro, qui il giocatore ideale, il perfetto, sarebbe Bale, ma senza CL, e senza soldi, il suo nome sarà un sogno per sempre. Mentre si può ragionare su Afellay, accasatosi a parametro zero al Barcellona, il giocatore ha scoperto di non essere proprio un titolare per Guardiola, vedendo il campo spesso con il binocolo, e ancora una volta la Juve potrebbe cercare di tentare il Barcellona.L'idea sarebbe infatti quella del doppio prestito con diritto di riscatto di Mascherano e Afellay, oppure dello scambio con Melo più soldi.

Rimane molto forte l'ipotesi che vorrebbe la doppia cessione di Chiellini e Buffon in favore di Vidicic e Storari, e con un guadagno netto di almeno 15 milioni. Ma per ora la dirigenza non vorrebbe fare questa operazione, temendo le ire della tifoseria. Ma il Real Madrid per Chiellini potrebbe anche offrire Benzema, in quel caso forse dovremmo salutare per sempre il nostro Giorgio.


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