Piazza Juve

giovedì 10 febbraio 2011

I successi della nazionale grazie ai giocatori bianconeri

Nell’attesa del derby d’Italia, questa è anche la settimana delle nazionali. Una settimana che ha sorriso ai colori azzurri, dopo davvero tanto tempo. Non accadeva da molto, infatti, che, sia a livello di under 21, ma soprattutto a livello di nazionale maggiore, l’Italia non si sentisse sullo stesso piano delle grandi squadre europee e mondiali e che non vivesse nella propria inferiorità e con le proprie difficoltà. La crisi del calcio italiano, infatti, non è ancora finita, anzi, ma comunque è in atto un importante progetto di rinnovamento, si sta dando fiducia il più possibile ai giovani e si sta cercando di valorizzarli. Se questo percorso non darà i suoi frutti nei prossimi anni, le cause del fallimento non saranno comunque né dell’allenatore, né dei giocatori stessi, ma semplicemente di un sistema di calcio italiano ancora troppo arretrato, che non dà fiducia alle nuove nostrane leve e non dà loro la possibilità di esprimersi e di dare continuità alle loro prestazioni. Passi da gigante, comunque, dopo il punto più basso toccato la scorsa estate, si sono visti: la squadra quantomeno c’è, è giovane, ha una grande forza di volontà, e comincia a mostrare un minimo di gioco. Prandelli ha iniziato quel processo di rinnovamento che Lippi aveva rimandato, pagandone le conseguenze, e sta ottenendo soddisfacenti risultati: il talento infatti in Italia non cesserà mai di esistere, e le difficoltà sono dovute al fatto che siamo in una fase di transizione, tra la fine di un ciclo e l’inizio di un altro. Questa settimana ha dato la prima grande conferma che il nuovo corso azzurro è iniziato col piede giusto: la nostra under 21 (da sempre tra le più forti in assoluto) dei 90’ e dei 91’, non solo ha tenuto testa all’Inghilterra degli 88’ e 89’ (nonché una delle nazionali più forti al momento), ma è riuscita addirittura a vincere, nel modo che più dà fastidio agli inglesi: all’italiana. Ecco perché il successo della squadra di Ferrara vale davvero tanto, anche se si tratta solo di un’amichevole: pur non avendo giocatori di grande esperienza, o affermati, o dal talento già confermato, la squadra ha mostrato la capacità di soffrire, grande compattezza e, soprattutto, grande cinismo. Perché non concedere neanche un gol agli inglesi, e anzi avere anche la lucidità e la forza di guadagnarsi un rigore a 3 minuti dalla fine, è sintomo di grande maturità.

E’ questa la nazionale di Pinsoglio, primavera Juventus, ora titolare in C, portiere dai grandi riflessi, di Santon, capitano e giocatore con più esperienza, viste anche le presenze in Champions con l’Inter, di Camporese, titolare nella Fiorentina, di Soriano, D’Alessandro e Fabbrini, talenti della serie B, ma soprattutto di Checco Macheda e di Niccolò Giannetti, bomber della primavera juventina con qualche presenza (e 1 gol) anche con la squadra grande in questa stagione. A conferma della tradizione, c’è molta Juve in quest’under, considerando anche il ct Ciro Ferrara, così come c’è sempre molta Juve anche nella nazionale maggiore, ieri stata capace addirittura di vedersela alla pari con una delle nazionali più forti del momento: la Germania di Joachim Loew, e per di più in trasferta. Vedere l’Italia allo stesso livello della Germania non è mai stata una sorpresa, ma,
considerando la crisi attuale del calcio italiano, or ora rappresenta una novità, e motivo di soddisfazione. I teutonici, anch’essi prima dei mondiali costretti ad avere a che fare con molti “anzianotti”, hanno deciso di ricominciare daccapo, facendo affidamento su gente giovane, di grande talento, multietnica (tanti sono i cosiddetti ‘oriundi’) e capace di giocare bene a calcio. Ed ora sono stimati in tutto il mondo, tanto da aver modificato anche la loro stessa natura: non più squadra solo fisica, ma soprattutto dinamica, veloce e spettacolare nel contropiede. E’ questo lo stesso cammino che vuole ripercorrere anche la nostra nazionale, e questo è stato un importante banco di prova, per lo più superato. Nonostante tutto, era facile pronosticare un pareggio (perché la Germania è più forte e gioca in casa, ma comunque non batte gli azzurri da 15 anni), e una partita bella ma a ritmi non velocissimi come è successo; e l’Italia esce da questa settimana a testa alta, e con la consapevolezza che, con il cammino intrapreso, nel giro di poco tempo potrà di nuovo vedersela alla pari con chiunque. Perché può contare sul talento di Cassano e di Balotelli (anche se ora infortunato), sulla crescita di Pazzini, Matri, Borriello, Quagliarella (anche lui infortunato) e Giuseppe Rossi, sul ritorno ad alti livelli di giocatori come Thiago Motta, Aquilani e Marchisio, sull’esperienza di campioni del calibro di De Rossi, Pirlo, Buffon e Chiellini, su una coppia di difensori giovani che può solo migliorare, e anche su gregari di ottimo livello, sempre utili alla causa. 
Chiusa felicemente la parentesi nazionale, però, da oggi si ritorna alla vita di tutti i giorni, si ritorna al campionato, ed ad un match non qualsiasi: Juve-Inter. Fortunatamente, per i bianconeri la situazione infortuni non è peggiorata in seguito a queste amichevoli internazionali. Da sempre nazionale è stato sinonimo di Juventus, e le fortune della prima sono quasi sempre coincise con quelle della seconda. Ora anche la Juventus ha intrapreso lo stesso percorso di ricostruzione, e per il bene di tutta l’Italia sarebbe cosa egregia se tornasse ai livelli che le competono. Per dimostrarlo, sin da subito, non poteva capitare occasione migliore.


Tratto da http://vecchiasignorajuventus.wordpress.com


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